DUCATI
SCRAMBLER
CONSIGLI,
PREGI E DIFETTI
La prima
considerazione che viene da fare sulla Scrambler è data dal
suo carattere ibrido. Non è infatti una moto da strada ma non
è neanche una moto da regolarità , nemmeno dedita ad
un dolce fuoristrada .
E stranamente è proprio questo che la rende unica e molto divertente
da guidare.
In un epoca in cui i modelli scrambler erano caratterizzati perlopiù
da linee un po' pesanti la Ducati se ne uscì con un modello
piacevolissimo , dalla linea leggera e filante.
Il serbatoio a goccia con i fianchi cromati ha fatto storia , credo
, nel design motociclistico . I soffietti di gomma sulla forcella
e gli ammortizzatori , pregevolezza estetica. Il massiccio monocilindrico
spiccava nettamente quasi " appoggiato " sul telaio monotrave
. Un manubrio alto e larghissimo
che faceva molto " on the road "
Tutto raccordato
poi ad un peso di 133 kg che definirei
ridicolo.
E' infatti una motoretta che fa delle doti di versatilità il
proprio cavallo di battaglia. Nel misto e sui tornanti si riesce a
fare delle pieghe impensabili con una tenuta più che accettabile
; il generoso motore a coppie coniche fa il resto, assicurando una
godibilità assoluta.
Certo che , tornando all'estetica , da alcuni particolari come ad
esempio la strumentazione della CEV o il faro , si capisce che per
certi versi è un prodotto che risente ancora del gusto anni
60. Ma questo forse le conferisce ancora più fascino.
Premuta la leva dell'alzavalvole
bisogna assestarle un gran calcione : nessun tentennamento altrimenti
la leva della messa in moto non perdona e si stampa sulla caviglia
che è una bellezza . Esiste un' intera letteratura sull ' argomento
.
Il rombo proveniente dalla marmitta " a fetta di salame "
è tipico , marchio di fabbrica Ducati. In una parola
inconfondibile.
Essendo un monocilindrico ,a freddo va curato maggiormente il riscaldamento
, concedendole un po' più di tempo ; dopodiché si parte
!!
Altro dettaglio che rimanda ai '60 è la posizione dei comandi
a pedale : infatti sulla sinistra si trova il freno posteriore
e sulla destra la leva del cambio con la prima in su e le altre 4
marce in giù ( vecchia scuola italiana ) .
Il motore gira tondo , pieno ..Il cambio soprattutto tra la seconda
e la terza non è precisissimo ed un tantino rigido e la frizione
lo assiste finchè può.
Il problema che ha sempre afflitto questa moto è dato dalle
vibrazioni del motore , a qualsiasi regime girasse , che
oltre a farsi sentire fisicamente al pilota , provocavano non di rado
guai seri al propulsore e rotture varie di pezzi ( fanalino , clacson
,strumentazione) . Unico antidoto , secondo il mio parere , non abusare
con lunghe tirate ma alternare a queste pause ad andature più
tranquille.
Se non
ricordo male infatti di Scrambler in officina ne transitavano parecchie.
Altro punto un po' deficitario la messa in fase
dell' accensione che richiedeva sovente attenzioni e che
d'altro canto era fondamentale per riuscire poi a mettere in moto
lo Scrambler senza venire mutilati..
Dunque in effetti qualche cosa in sofferenza su questa moto c'era
, fin dall' inizio. Ma questo non ha limitato più di tanto
il consenso che se ne trae guidandola.
Devo dire ad esempio che è anche divertente pulire il filtro
dell' aria del carburatore Dell' Orto : è in pratica un rotolino
di paglietta d'acciaio o giù di li, da lavarsi nella benzina.
Ci sono dunque molti dettagli che fanno sorridere e rimandano ancora
più indietro nel tempo ; essi stessi contribuiscono a permeare
la moto di un carattere unico.
Sostenere con esattezza che velocità massima possa toccare
è utopistico perché gli strumenti della CEV
ballano
che è un piacere, valzer,polka e mazurka !!
Comunque dovrebbe toccare in verità i 105
Kmh il che con poco più di 17
cavalli a disposizione è plausibile ; la ripresa
è discreta come è facile immaginare grazie alla prontezza
ed allo scarso peso.
Ma il suo pezzo forte , girando , sono il misto o i tornanti , come
detto sopra.
In questo frangente da il meglio , diventa divertentissima , e non
di rado sono riuscito a mettermi dietro motorone più potenti
ma troppo pesanti.
In questo aiuta anche la stabilità del telaio , pur di datata
concezione . La frenata è proporzionata alle prestazioni ,
forse dal modello successivo migliorata con l'adozione del 4 ganasce
sul tamburo anteriore .
I ricambi sono reperibili un po'
ovunque a prezzi tutto sommato non esorbitanti.
Consiglio infine di abbandonare ogni e qualsiasi velleità fuoristradistica
: per le mie vecchie memorie di KTM , con lo Scrambler non è
cosa
In ogni caso già i pneumatici provvedono subito a ricordarlo.