LA STORIA DELLA SUZUKI GT 550

Il 1972 fu l’anno che per Suzuki segnò una svolta con l’introduzione sul mercato delle sue 3 cilindri a due tempi. Tra esse non va dimenticata laGt550,decisamente parente stretta della Gt 380.


I tecnici pensarono bene di cercare di fronteggiare le rivali arrivando a coprire ogni segmento del mercato e di qui la necessità di questa 550 che si posizionava esattamente in mezzo tra la Honda 500 Four e la Kawasaki 500 Mach III.
Tale collocazione in effetti ripeteva il clichè adottato per gli altri due modelli di casa Suzuki ; ottimo comfort in sella, discreta stabilità, buona affidabilità, abbondanza di cromature ( vedi Honda ). Ma anche prestazioni brillanti, scatto, un suono agli scarichi molto rabbioso ( Kawasaki ).
Mai come in questo caso, credo, si possono enumerare tantissimi punti di contatto con il modello di cilindrata inferiore, la Gt 380 appunto..
La 550 è infatti per molti versi la maggiorazione della “sorellina”, esteticamente ed anche meccanicamente ; parlando dal punto di vista della carrozzeria e del telaio va sottolineato che non poche parti erano comuni ai due modelli; anche il convogliatore d’ aria sulle teste ( RAM AIR SYSTEM ), ad esempio, era presente pure sulla 550.


Così dicasi per le 4 marmitte con quella centrale che si sdoppiava, in questo caso però raccordate da un compensatore ; alla fine, in buona sostanza, cambiava … il motore, il progetto era il medesimo.
La differenza forse più importante tra le due risiedeva nel fatto che la 550 disponeva di un cambio a 5 rapporti anziché a 6.
Ed ancora, persino l’evoluzione della serie si è sviluppata secondo lo schema della Gt 380; soltanto il primo modello della Gt 550, il J del 1972, montava all’anteriore un freno a tamburo. Dall’anno successivo, con il modello K, fu adottato un disco da 290 mm.
I modelli seguenti non subirono modifiche significative.


Come accennato sopra le differenze principali stavano nel motore ; questo infatti esprimeva 50 cavalli di potenza a 6.500 giri.
L’alimentazione era assicurata da tre carburatori Mikuni ma da 28.


Bisogna dire che fu una moto ben riuscita e calibrata, magari un po’ pesantina per la sua categoria  (205 kg). Un riuscito compromesso di prontezza e rabbiosità, fornito dal propulsore, fuso ad una impostazione adatta anche alle lunghe percorrenze regalata da una soddisfacente ciclistica.


Personalmente trovo che questa scelta operata allora dalla Suzuki si sia rivelata azzeccata : è una moto che regala notevoli accelerazioni senza mai costringere ad una guida “ impiccata “…


Il consumo di carburante per fortuna non è ai vertici, a patto di non chiederle costantemente il massimo. Tra l’altro, pur essendo il motore un 2 tempi, non è un “mangia candele” proprio perché non troppo esasperato ma ,ripeto, se sollecitata sa sfoderare gli artigli.
In Italia, a torto, non ne furono vendute moltissime ; rimase un po’ “schiacciata” tra la 380 e la 750. Al contrario in altri paesi europei come la Francia, l’ Olanda, la Germania, raggiunse numeri di vendita ben più ragguardevoli.
Nel 1977 venne a cessarne la produzione e fu sostituita dalla Gs con motore a 4 tempi, decisamente un altro tipo di moto.

 

 

I Modelli

 

J     1972-1973

Freno anteriore a tamburo.
Colorazioni : azzurro oppure oro, con doppia banda nera e bianca,  fianchetti e faro in tinta.
Forcella con soffietti.

 

K     1973-1974

Freno anteriore a disco.
Colorazioni : verde lime metallizzato oppure oro oppure azzurro metallizzato, con doppia banda verde e bianca, fianchetti e faro in tinta.
Forcella con soffietti.

 

L      1974-1975

Colorazioni : verde metallizzato oppure rosso oppure argento, con doppia banda oro e nera, fianchetti in tinta. Faro cromato.
Forcella senza soffietti.
Indicatore delle marce.

 

M      1975-1976

Colorazioni : argento metallizzato oppure rosso aranciato metallizzato oppure nero , con filetto oro doppio. Fianchetti in tinta.

 

A       1976-1977

Colorazioni : rosso, oppure verde scuro con filetto doppio. Fianchetti in tinta.

 

B        1977

Colorazioni : blu metallizzato oppure grigio scuro con doppio filetto rastremato. Fianchetti neri.

 

 

 

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