Il
1969 si può considerare a tutti gli effetti l'anno 0 del motociclismo
moderno.
La
Honda infatti se ne esce con la CB 750 Four , non una moto ma un'astronave
!!
4 cilindri , 67 cavalli , cilindrata 750 , freno a disco all'anteriore
, 4 scarichi cromati belli da impazzire , velocità di 200 km/h
( in realtà 194 km/h ) , una batteria di 4 carburatori impressionante
, avviamento a pedale ed
ELETTRICO.
E allo stesso tempo un'eleganza delle linee , una cura dei particolari
, una sapiente scelta di livree inconfondibili..
Tutto questo in una sola moto , la K0 ,la rivoluzionaria capostipite
delle maxi-moto che seguirono.
Una tale dote di frecce al proprio arco procurò un vero e proprio
terremoto sul mercato delle moto. Le case inglesi , sino ad allora
regine incontrastate nelle cilindrate maggiori , cominciarono una
vana corsa per contrastare il fenomeno giapponese ma nel giro di due-tre
anni furono costrette a capitolare , travolte dall'industria orientale.
Le nostre case tentarono di tenere il passo forti di una tradizione
che si basava soprattutto sull'affidabilità dei telai e delle
sospensioni.Ma pur con tutta la più buona volontà ,
tranne in rari casi , non riuscirono mai a costruire motori performanti
come quelli del sol levante.
E dunque si aprì una nuova fase nel mondo delle due ruote rivoluzionato
dalla 750 four e sul campo , come dopo ogni guerra , ci furono molti
" caduti ".
Oltre a tutte le qualità sopraelencate poi si dovevano aggiungere
quelle relative alla guida : una moto che offriva istantaneamente
sensazioni di solidità e stabilità , facile da guidare
anche per i meno esperti perché sincera , non soggetta a reazioni
scattose o imprevedibili.
La posizione seduti in sella regalava grande confort , anche per l'eventuale
passeggero , grazie alla sella molto comoda.
A volere essere pignoli le sospensioni erano troppo " dolci "
ma nel complesso il difetto era ampiamente compensato dai pregi.
L'avviamento elettrico a pulsante che faceva tanto James Bond
.
Il motore brillante perché dotato di tiro ed abbastanza elastico
, sì da permettere anche andature tranquille.
Infine la preziosità del freno a disco e dunque la possibilità
di
.riuscire a fermarsi.
Francamente non era pensabile domandare di più
oltretutto
ad una moto che si è sempre distinta per affidabilità
e classe.
La moto ebbe una lunga evoluzione , passata attraverso vari modelli
, e rimanendo comunque sempre un must. Tra le varie versioni prodotte
merita una citazione speciale la serie A con il cambio automatico.
In linea generale sono state prodotti circa 550.000 pezzi divisi in
tre serie : la K appunto,la A e la F.
Nell'impossibilità di trattarle tutte mi limito ad arrivare
fino alla K6 anche perché credo che questi siano i modelli
più significativi.
I
MODELLI
K0 1969 - 1970

Colorazioni : rosso , verde-azzurro con fascia oro , oro con fascia
nera.
Fianchetti , faro e supporti , scatola fltro in tinta.
Fianchetti con stemma riportante " 750 ".
Scritta HONDA sul serbatoio di colore nero.
Strumentazione con spie incorporate.
Sella con lieve codino .
K1 1970 - 1971

Colorazioni : rosso con fascia oro, oro con fascia nera.
Fianchetti, faro e supporti in tinta.
Fianchetti più tondi con scritta " 750 Four ".
Scritta HONDA sul serbatoio di colore bianco.
Strumentazione con spie incorporate.
Sella senza codino.
K2 1971 - 1972

Colorazioni : blu , rosso , marrone con fascia oro , oro con fascia
nera.
Fianchetti in tinta.
Faro nero , supporti cromati.
Spie poste al centro del manubrio.
Manopole di disegno più pronunciato.
K3 1972 - 1973

Colorazioni : rosso , verde , marrone con fascia nera contornata da
doppio filetto oro-bianco.
Scritta HONDA all' interno della fascia nera.
K4 1973 - 1974

Come la K3. Sul carter sono segnalate le marce.
K5 1974 - 1975

Colorazioni : blu , rosso , con la stessa livrea.
Fondo della strumentazioni di colore verde chiaro anziché scuro.
Tappo del serbatoio a sinistra anziché al centro.
K6 1975 - 1976

Colorazioni : rosso con la stessa livrea.
Strumenti e tappo serbatoio come la K5.