Nata come evoluzione del Mach III 500 nel 1971 , la Kawasaki dunque
percorse il cammino inverso rispetto alla Honda , di cui rappresentò
la nemesi.
E se la 500 era già quel che era , la sorella maggiore era
quasi..indefinibile !!
Il vero mito , un 750 tre cilindri a due tempi che rappresentava al
momento la moto più veloce del pianeta , 200 km/h . Anche a
più di trenta anni di distanza genera un misto di incredulità
, fascino e perché no
rispetto.
Una moto assolutamente demoniaca e folle , spinta da ben 74 cavalli
ed un freno motore , naturalmente , inesistente. Se non altro fin
dal primo modello montava di serie un freno a disco anteriore di 296
mm. che era in assoluto indispensabile.
Come spunto , accelerazione , scatto , inceneriva letteralmente ogni
avversaria riuscendo a ridimensionare anche la famigerata consorella
di minore cilindrata.
400 metri in 12 secondi scarsi ed una facilità ad impennare
mostruosa !! Una vera iena con un consumo da capogiro di conseguenza.
I 17 litri di capacità del serbatoio duravano
.poco davvero.
In puro stile due tempi era sprovvista di avviamento elettrico , dotata
solamente della tradizionale leva . Era possibile invece dotarla di
un ammortizzatore di sterzo utile a governare il veicolo altrimenti
inguidabile per gli effetti che scaturivano dalle prestazioni del
motore unite a quelle delle sospensioni , largamente sottodimensionate.
Alimentata da 3 carburatori Mikuni VM30 , cambio a 5 rapporti con
il folle all'ingiù .
Grintosissima , un concentrato di cattiveria ed esplosività
testimoniato dal ruggito bestiale delle tre marmitte. La moto che
desiderava chiunque amasse sfidare il proprio destino più volte
in una giornata. Perché , come ripeto , a fronte di prestazioni
da " missile " , uniche , difficilmente consentiva di perseguirle
in sicurezza non supportati da un telaio e sospensioni all'altezza
della situazione. Ed i problemi nascevano proprio qui , perché
era impossibile resistere alla tentazione di spalancare il gas
.
Esteticamente la si poteva definire solo inconfondibile .Non ebbe
vita lunghissima , in pratica solo dal 1971 al 1976 , quando la Kawasaki
ne cessò la produzione per la crisi petrolifera e per motivi
ambientali , di inquinamento. L'evoluzione del modello attraversò
4 serie ; dalla terza ,denominata H2 B, il motore fu depotenziato
di tre cavalli , la forcella modificata per contrastare le violente
impennate e furono create nuove livree per serbatoio , codino e fianchetti
. Circa 48.000 i pezzi usciti dalla fabbrica di Akashi tra indimenticabili
nuvole di fumo azzurro
I
MODELLI
H2 1971
- 1972

Colorazioni : azzurro con filetto nero - bianco - azzurro ricurvo
, codino ,
fianchetti e parafango anteriore in tinta :
oro con filetto marrone - bianco - rosso ricurvo , codino ,
fianchetti e parafango anteriore in tinta .
H2 A 1973 - 1974

Colorazioni : bronzo con doppio filetto rosso - giallo diritto , codino
e
fianchetti in tinta , parafango anteriore cromato ;
viola con doppio filetto rosso - giallo diritto , codino e
fianchetti in tinta , parafango anteriore cromato .
H2 B 1974 - 1975

Colorazioni : verde scuro con fascia verde lime e filetto bianco ;
marrone con fascia gialla e filetto bianco .
Fianchetti e codino arrotondato in tinta.
Ammortizzatore di sterzo.
Forcella meno inclinata.
Spie alloggiate tra gli strumenti.
Motore depotenziato a 71 cavalli.
H2 C 1975 - 1976

Colorazioni : rosso scuro con fascia rosso chiaro rastremata e filetto
bianco a
contornare ;
viola con fascia lilla rastremata e filetto bianco a contornare.